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Facebook gioca un brutto tiro ai suoi amici del gioco d’azzardo. È buffo come Mark Zuckerberg, creatore di Facebook, si sia preso un grosso rischio quando è penetrato illegalmente nella rete della sua Università a Harvard, copiando le foto d’identità del dormitorio per dare il la al suo progetto.
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Facebook gioca un brutto tiro ai suoi amici del gioco d’azzardo

Di tutte le regole che governano Facebook, il problema adesso è il gioco d’azzardo, la cui pubblicità, al momento, è bannata dal sito. La pagina del regolamento sulla pubblicità annovera le scommesse sportive, il bingo e il poker fra le attività facenti parte del gioco d’azzardo.

Che sia o meno un tentativo di favorire un determinato comportamento etico o di bypassare alcune acque torbide come la legge sul gioco d’azzardo online, Facebook continua a fare distinzioni su cosa la gente può o meno vedere o postare. Altri temi inseriti nella lista nera si riferiscono a tutti gli argomenti “discutibili”, come le armi da fuoco, i farmaci non certificati, i contenuti religiosi polemici, il marketing piramidale, la nudità, il tabacco e le telecamere spia.

Strano ma vero, all’inizio persino il “latte” era stato inserito in questa lista, venendo poi rimosso in un secondo momento.

Intanto, Facebook sta lavorando per rimuovere tutti gli annunci e i profili di gioco d’azzardo online, ma dichiara che questo sforzo richiederà del tempo. Nei giorni a venire potrebbero essere implementati anche dei filtri. Nonostante le crescenti tensioni, alle imprese e agli operatori di casino online sarà ancora permesso di formare gruppi e pagine Facebook, allo scopo di restare in contatto con fan e giocatori.

Un analista del gioco di nome Brad Dawkins, ha affermato, “Non è una novità per l’industria del gioco d’azzardo. Neanche la loro maggiore fonte di introiti, la NFL, ne ammetterebbe mai l’esistenza, quindi non deve destare sorpresa che anche gli organi ufficiali di Facebook si distacchino dal problema.”

Adesso lo stesso ribelle studente universitario, che una volta infranse la legge, ne sta a sua volta creando alcune per oltre 350 milioni di utenti attivi su Facebook.

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Forse i parrucconi di Harvard hanno perdonato Zuckerberg per i suoi errori non espellendolo o incolpandolo di alcun crimine, per via del potenziale che scorgevano in lui, ma la domanda resta: i sostenitori e i fan del gioco d’azzardo di Facebook saranno così comprensivi?
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